Rimescolamento davanti a fotografia e danza.
Photographer Ryan Enn Hughes uses video wizardry – and 48 cameras – to capture students at the National Ballet School of Canada in full flight
http://www.guardian.co.uk/stage/video/2012/jan/19/ballet-360-project-video
Ci sono volte poi in cui non basta l'ottima qualità video, bella musica, location emozionante...
E altre volte in cui sono certa l'emozione arriverebbe ugualmente, anche se il video fosse con 10 pixel.
giovedì 19 gennaio 2012
domenica 15 gennaio 2012
Booooooom! Twice.
“The Death of Marat” remake by Christian Strevy.
“The Death of Marat” by Jacques-Louis David.
“Ophelia” remake by Elena Ayllon.
“Ophelia” by John Everett Millais.
“Ohhh…Alright…” remake by Emily Kiel.
“Ohhh…Alright…” by Roy Lichtenstein.
“Arachne” remake by Eugenia Blanc.
“Arachne” by Diego Velazquez.
“Woman with a guitar” remake by Niklas Enhag.
“Woman with a guitar” by Georges Braque.
“The Lovers” remake by Paulo Mota.
“The Lovers” by Magritte.
“Boy with a basket of fruit” remake by Guido Ricci.
“Boy with a basket of fruit” by Caravaggio.
“Day After” remake by Nela Klicek.
“Day After” by Munch.
Booooooom!
Il progetto "Remake" lanciato dal sito booooooom.com. Bellissimo. I miei preferiti qua (parte1).

“Composition With Red, Blue and Yellow” remake by Katie Jackson.
“Composition With Red, Blue and Yellow” by Mondrian.
“Le Désespéré” remake by Stefano Telloni.
“Le Désespéré” by Gustave Courbet.
“Pot Pourri” remake by Tania Brassesco and Lazlo Passi Norberto.
“Pot Pourri” by Herbert James Draper.
“Portrait of the Actress Jeanne Samary” remake by Marianna Oboeva.
“Portrait of the Actress Jeanne Samary” by Renoir.
“Bedroom in Arles” remake by Joshua Louis Simon.
“Bedroom in Arles” by Van Gogh.
“Portrait of Sylvia Von Harden” remake by Stephan Hoffman & SoYeon Kim.
“Portrait of Sylvia Von Harden” by Wilhelm Heinrich Otto Dix.
“Lady with an ermine” remake by Jessica Wood.
“Lady with an ermine” by Leonardo da Vinci.
“Self Portrait 1889″ remake by Seth Johnson.
“Self Portrait 1889″ by Vincent van Gogh.
“Man in a red turban” remake by Loli Casás Mariño.
“Man in a red turban” by Jan van Eyck.
“Gabrielle d’Estrées et une de ses soeurs” remake by Emile Barret.
“Gabrielle d’Estrées et une de ses soeurs” by Unkown Artist.
“The Girl With The Pearl Earring” remake by Sam Willman.
“The Girl With The Pearl Earring” by Johannes Vermeer.
“Narcissus” remake by Max Zerrahn.
“Narcissus” by Caravaggio.
venerdì 13 gennaio 2012
Che fai? Copi?
A volte le cover mi piacciono più dell'originale.. Molto più dell'originale..
Originale1 e Cover1.
Originale2 e Cover2.
Originale1 e Cover1.
Originale2 e Cover2.
giovedì 12 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
Sono fortune...
A capodanno, a quanto pare, mi si è spento il cervello per un tempo imprecisato, ma per motivi ben definiti. Vodka e Martini hanno effetti incontrollabili sulle mie piccole, insignificanti e fragili sinapsi.
Ergo: appena riaccendo il cervello mi accorgo che il mio orologio e i miei due cellulari hanno deciso di prendersi una vacanza. Senza alcun preavviso. Semplicemente se ne sono andati. Presi sicuramente dalla foga della musica rimbombante hanno dimenticato di lasciarmi anche il più semplice bigliettino di addio.
Orologio un tempo bello-fuori oltre che bello-dentro, ma che ormai stava attaccato con i pezzetti di scotch, e che continuava a essere il mio orologio solo per la sua bellezza interiore. Un regalo da parte di persone preziose.
E i cellulari? Cos'è questa profusione di sudici danari ed esposizione presuntuosa di zozza fortuna? Na. Semplicemente due scarcagnati apparecchi plasticosi dotati di una incredibile capacità di connettersi alla rete telematica di due stati differenti facendomi spendere più soldi al mese di quanto siano costati loro, i suddetti apparecchi.
Quindi, oggetti tanto amati, curati e desiderati, raccogliete tutte le forze rimaste in voi e esplodete in mano a chi vi ha indotto, con buone o cattive promesse, ad uscire dalla mia linda e pinta borsa.
Due Samsung (prima che Samsung facesse Galassie S-X-Y-Z, Tavolini, e Portatili vari) vengono sostituiti da oggetti altrettanto plasticosi, ma decisamente meno Samsung. Così tanto "meno Samsung" che sono di due marche di sconosciuta origine, ma dal nome decisamente esotico. Onda e Huawei (che data la mia lieve dislessia, è diventato immediatamente Hawaii).
E intanto le gnocche di VictoriaSecret con i loro costumi stupendi davvero ci sono andate in mezzo al Pacifico. Bora Bora. Mannaggia a loro. Pur di andare là credo che potrei accettare di diventare anoressico-forme, obbligare la mia pelle ad abbronzarsi e cosa ancor più dura, farmi fare foto in costume.
Ergo: appena riaccendo il cervello mi accorgo che il mio orologio e i miei due cellulari hanno deciso di prendersi una vacanza. Senza alcun preavviso. Semplicemente se ne sono andati. Presi sicuramente dalla foga della musica rimbombante hanno dimenticato di lasciarmi anche il più semplice bigliettino di addio.
Orologio un tempo bello-fuori oltre che bello-dentro, ma che ormai stava attaccato con i pezzetti di scotch, e che continuava a essere il mio orologio solo per la sua bellezza interiore. Un regalo da parte di persone preziose.
E i cellulari? Cos'è questa profusione di sudici danari ed esposizione presuntuosa di zozza fortuna? Na. Semplicemente due scarcagnati apparecchi plasticosi dotati di una incredibile capacità di connettersi alla rete telematica di due stati differenti facendomi spendere più soldi al mese di quanto siano costati loro, i suddetti apparecchi.
Quindi, oggetti tanto amati, curati e desiderati, raccogliete tutte le forze rimaste in voi e esplodete in mano a chi vi ha indotto, con buone o cattive promesse, ad uscire dalla mia linda e pinta borsa.
Due Samsung (prima che Samsung facesse Galassie S-X-Y-Z, Tavolini, e Portatili vari) vengono sostituiti da oggetti altrettanto plasticosi, ma decisamente meno Samsung. Così tanto "meno Samsung" che sono di due marche di sconosciuta origine, ma dal nome decisamente esotico. Onda e Huawei (che data la mia lieve dislessia, è diventato immediatamente Hawaii).
E intanto le gnocche di VictoriaSecret con i loro costumi stupendi davvero ci sono andate in mezzo al Pacifico. Bora Bora. Mannaggia a loro. Pur di andare là credo che potrei accettare di diventare anoressico-forme, obbligare la mia pelle ad abbronzarsi e cosa ancor più dura, farmi fare foto in costume.
mercoledì 4 gennaio 2012
Stella
La nebbia è bella appiccicosa, e un po' mi piace. E' un po' come stare sotto la trapunta. Bianco latte.
Cecità atipica. Così doveva immaginarsela Saramago.
L'aereo decolla e la nebbia non è altro che cotone idrofilo che si è agganciato sulla crosta della terra, impigliandosi sulle asperità, montagne e colline.
Scogli in un mare in quiete.
Cecità atipica. Così doveva immaginarsela Saramago.
L'aereo decolla e la nebbia non è altro che cotone idrofilo che si è agganciato sulla crosta della terra, impigliandosi sulle asperità, montagne e colline.
Scogli in un mare in quiete.
Caspar David Friedrich
Viandante sul mare di nebbia (via)
Ascoltare l'inglese di hostess e steward è come tornare piccoli, non ci capisci niente.
A volte il bisogno di tornare piccola, spensierata, si fa più forte del solito. Voglia di passare il tempo a giocare con la sabbia e l'acqua in giardino con i miei cugini e mio fratello, avere tempo per tutto e per niente, voglia di frittelle con i fiori di zucca e di una tavola apparecchiata sotto gli alberi di fianco a casa, stare appollaiata sul rusticano per degli interi pomeriggi.
.. da un film stupendo visto ormai troppo tempo fa.
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